sabato 14 giugno 2008

Il museo Leonardo da Vinci e la Romagna


Il palazzo Ripa-Marcosanti di Sogliano al Rubicone è divenuto ormai da alcuni anni meta degli appassionati di arte e cultura, che sanno di trovarvi tre interessanti mo­stre permanenti: la Raccolta Antonio Veggiani (dedicata a mineralogia ed archeologia), la Collezione d'Arte Povera (antichi volumi ed opere arti­stiche realizzate con la carta) ed il Museo Linea Christa (sulla Seconda Guerra Mon­diale). Fra pochi giorni lo stesso palazzo ospiterà un'al­tra importante collezione, de­dicata al grande artista e scienziato Leonardo da Vinci (1452-1519). Il Museo sarà inaugurato ufficialmente sabato 14 giugno 2008 alle ore 17,00 e prenderà il nome di "Leonardo da Vinci e la Romagna". All'inaugura­zione, oltre al sindaco Enzo Baldazzi e all'assessore alla Cultura Luciana Berretti, interverranno il progettista e direttore dei lavori arch. Pino Montalti e Carlo Pe­dretti, professore dell'Uni­versity of Califomia di Los Angelès (UCLA), massimo esperto mondiale di Leonardo. Quest'ultimo presenterà un'interes­santissima relazione riguardante, principalmente, i rapporti del grande artista-scienziato con la gente ed i luoghi di Romagna. Dopo l'inau­gurazione i partecipanti si sposteranno presso il vicino parco San Do­nato, dove saranno accolti da un piacevole buffet e da un momento musicale.Il Museo è dedicato al 'periodo romagnolo' di Leonardo da Vinci ed è suddiviso in due sezioni principali: sezione scientifica e se­zione etnografica. La sezione scientifica raccoglierà copie anastatiche di manoscritti, studi e disegni inerenti aspetti di fisica, di meccanica e di idraulica; documenti realizzati da Leonardo durante il suo sog­giorno in Romagna (1502).

Nella sezione etnografica saranno raccolti studi sugli usi e costumi della tradizione romagnola del XVI secolo con particolare riferimento al tema dell'acqua, del suono, della natura. In detta sezione trove­ranno collocazione anche i modelli e le immagini delle 'concavità' realizzate nel parco San Donato. Per spie­gare cosa siano queste conca­vità, citiamo le parole dello stesso Leonardo: ".. fanno li pastori, in quel di Romagna, nella radice dell'Appennino, certe gran concavità nel monte a uso di corno, e da parte commettono un corno e quello piccol corno diventa un medesimo con la già fatta concavità, onde fa grandis­simo sono" .
Il museo "Leonardo da Vinci e la Romagna" vuole pro­porsi come originale contri­buto alla conoscenza del nostro territorio e delle sue tradizioni, attraverso le osser­vazioni, le esplorazioni e le analisi del più grande genio del Rinascimento. Sarà com­pletato da un sistema infor­matico e multimediale tramite il quale l'utente avrà accesso interattivo a diverso materiale divulgativo (immagini, video, animazioiii tridi­mensionali di alcuni modelli esposti al museo). Nelle due sale del museo troveranno posto anche la mappa con le tappe dell'vìaggìo di Leonardo in Romagna e alcuni modelli, tra cui la finestra di Cesena, il meccanismo della fiera di San Lorenzo, il carro di Ce­sena e l'ingegnoso sistema per appendere l'uva, ulteriori testimo­nianze dell'indole curiosa ed attenta di Leonardo verso tutto ciò che scoprivano i suoi occhi. "Assai valse in matematica et in prospettiva non meno, et operò di scultura, et in disegno passò di gran lunga tutti li altri. Hebbe bellissime inventioni, ma non colorì molte cose, perché si dice mai a sé medesimo avere satisfatto, et però sono tante rare le opere sue. Fu nel parlare eloquentissimo et raro sonatore di lira et fu valentissimo in tirari et in edifizi d'acque, et altri ghiribizzi, né mai co l'animo suo si quietava, ma sempre con l'ingegno fabricava cose. nuove". (Anonimo Gaddiano, 1542)

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