giovedì 22 gennaio 2009

Città unica, Gatteo, San Mauro Pascoli e Savignano sul Rubicone uniti

Torna il tema della 'Città unica' tra i tre comuni di Savignano, San Mauro e Gatteo. A metterlo sotto i riflettori dell'attenzione pubblica è stato un documento presentato recentemente dalle segreterie comunali del Partito De­mocratico dei tre centri del Rubicone.Un documento, sia chiaro, che rappresenta al momento solo un punto di partenza, ma che non può non es­sere preso in tutta la sua portata innovativa e storica.
Quel documento­, è stato redatto per stimolare un di­battito. e di conseguenza può rappresentare uno stimolo importante per avviare uno studio siste­matico delle diverse pro­blematiche per giungere al termine d'un percorso medi­tato, alla realizzazione di un'Comune unico'.
Il 'Comune unico'. Se ne parla da tempo.
Scavando all'indietro, si scopre che già nei primi anni Settanta se ne incominciò a parlare per arrivare, però, solo nel 2002, ad uno studio di fattibilità.
Nel docu­mento del PD non si dice che l' opera­zione va assolutamente conclusa, ma più semplicemente che rappresenta un'ipo­tesi da valutare con la massima atten­zione, e proprio per come ci si è mossi indica una metodologia corretta. Inoltre, tentando d'allungare lo sguardo in avanti con un certo anticipo si cerca di avviare possibili soluzioni alle difficoltà che attanagliano da anni le Amministra­zioni pubbliche.
In fondo, se ben si pensa, pur con tutta la positività che rappresenta, l'Unione è un ente che s'aggiunge ad altri enti esistenti. Credo quindi che puntare ad una ulteriore semplificazione del contesto amministrativo non possa che rappresentare vantaggi per tutti e soprattutto per i Cittadini. I vantaggi, non riguarderebbero tanto i costi della politica visto che presidente e giunta dell'Unione non percepiscono compensi, quanto la ri­duzione che più o meno rapidi meccanismi di 'fusione' porterebbero, invece, in maniera del tutto scontata. Una valutazione approfondita del tema è dunque quanto mai importante e, forse, urgente. Perché, con questi chiari di luna, certo non ci si può più permettere il lusso di per­dere tempo. Inoltre, una volta realizzato, il 'Comune unico del Rubicone' rappresenterebbe la terza entità provinciale e, in politica, si sa quanto contino certi 'pesi e contrappesi'.
L'importante sarà comunque mantenere alti anche per i prossimi anni quan­tità e livello dei servizi. Perché, qui, così com'è oggi, esiste il rischio concreto di comprimere i costi attraverso il taglio dei servizi. Il federalismo fiscale così com'è at­tualmente proposto non porta di sicuro a soluzioni otti­mali. Mi auguro, viceversa, un riforma federalista solo se consentirà il 'recupero' e la 'valorizzazione' delle nostre grandi pottenzialità che abbracciano servizi, turismo, industria e così via.
Tanti aspetti, quindi, da mettere l'uno dietro l'altro sul tavolo della riflessione. Praticando innanzi tutto il confronto, senza andare a scapito di qualcuno. Da affrontare con decisione rinnovata, ma anche pacatamente.
Credo proprio che si possa essere all'inizio d'un percorso molto interessante. Da valutare in ogni sua sfaccettatura.
Città Unica!
Che nome le diamo?

mercoledì 21 gennaio 2009

Formula del giuramento di presidente degli USA

I do solemnly swear that I will faithfully execute the Office of President of the United States, and will to the best of my Ability, preserve, protect and defend the Constitution of the United States. So help me God.

Giuro solennemente che adempirò con lealtà ai doveri di Presidente degli Stati Uniti e col massimo dell'impegno preserverò, proteggerò e difenderò la Costituzione degli Stati Uniti. Con l'aiuto di Dio!



E' una formula breve, in tutto 39 parole, piu' il nome completo.
Cosi', in una manciata di secondi, ieri alle 12 ora di Washington, Barack Hussein Obama è diventato il 44esimo presidente degli Stati Uniti, giurando sulla stessa Bibbia su cui il 4 marzo 1861 poso' la mano Abraham Lincoln.
L'ultima frase "So help me God" è stata riaggiunta su richiesta di Obama, abolita per diverso tempo.
L'ultima volta fu pronunciata da Chester Arthur

DISCORSO INAUGURALE DI OBAMA

venerdì 16 gennaio 2009

Pascoli in latino, Carmina Inno a Roma

Hymnus in Romam


A Roma eterna.
Roma vivrà in eterno, lampada di vita.
/l'ultimo frammento/

Aeternum spiras, aeternum, Roma, viges. Tu
post multas caedes, post longa oblivia rerum
et casus tantos surgentesque undique flammas,
tu supra cineres formidatasque ruinas
altior exsistens omni de morte triumphas;
tu populis iuris per te consortibus offers
mirandam te nunc in primo flore iuventae,
Pallantis similem, tutam fulgentibus armis,
accinctam gladio: terrarumque imminet orbi
illa ingens cuius gentes de lumine lumen
primum accenderunt, quae nobis discutit umbram,
Roma potens, vitae potior tua tempore lampas.


Inno a Roma

Spirito eterno, eterna forza, o Roma!
Dopo il gran sangue, dopo l'oblío lungo,
e il fragor fiero e il pallido silenzio,
e tanti crolli e tante fiamme accese
da tutti i venti, tu col piè calcando
le tue ceneri, tu le tue macerie,
sempre piú alta, celebri il piú grande
dei tuoi trionfi; che la morte hai vinta.
Tu in faccia a tutti i popoli che a parte
chiamasti del tuo dritto, ora apparisci
nel primo fior di giovinezza ancora,
meravigliosa, simile a Pallate,
difesa intorno dal fulgor dell'armi,
e con la spada; e pende sopra il mondo
quella al cui lume accesero le genti
tutte il lor lume, quella che a noi rompe
l'ombra: o Roma possente, la possente
tua piú che il tempo lampada di vita.

Trad. GIOVANNI PASCOLI



La produzione latina di Giovanni Pascoli
..si tratta spesso del miglior Pascoli, per ricchezza di linguaggio e intensità di ispirazione. In lui il latino è una lingua viva.

Inno a Roma
Fu presentato in una prima redazione di 100 esametri al concorso nazionale del 1911 per il Natale di Roma nel cinquantenario del Regno. Ottenne il secondo premio (il primo premio non fu assegnato). Il Pascoli lo ripubblicò pochi mesi dopo, in versione ampliata a 444 esametri, accompagnata da una versione italiana in endecasillabi sciolti e con la didascalia: carmen composuit lingua latina tum vetere tum recenti Johannes Pascoli.

giovedì 15 gennaio 2009

Myricae, Nevicata o Gennaio di Giovanni Pascoli



GENNAIO o NEVICATA

Nevica: l'aria brulica di bianco;
la terra è bianca, neve sopra neve;
gemono gli olmi a un lungo mugghio stanco,
cade del bianco con un tonfo lieve.
E le ventate soffiano di schianto
e per le vie mulina la bufera;
passano bimbi; un balbettio di pianto;
passa una madre; passa una preghiera!


Questa poesia fa parte del Myricae, la prima raccolta di poesie di Giovanni Pascoli.
Myricae è il nome delle tamerici, piccoli e modesti arbusti selvatici.
Pascoli lo sceglie come titolo per sottolienare i contenuti semplici, quotidiani, legati al mondo rurale che caratterizzano le liriche della raccolta.

mercoledì 14 gennaio 2009

Povero Diavolo, Pier Giorgio Parini chef dell'eccellenza


A pagina 17 de "I ristoranti d'Italia 2009" si apre capitolo "I migliori".
Qui i locali dell'eccellenza tricolore sono semplicemente ed efficacemente suddi­visi per Cappelli e punteggi. AI paragrafo, se così pos­siamo chiamarlo, intitolato Un Cappello, l'Osteria del Povero Diavolo di Torriana (nella Valmarecchia rimine­se) "racimola", si fa per dire, il punteggio di 15,5 che equivale, sfogliando la leggenda della guida, a cucina ottima. Questa premessa è necessaria perché noi ed i nostri lettori arrivino a formulare il seguente interroga­tivo: lo chef del Povero Diavolo, un giorno, sarà famoso come Federico Fellini?
Pier Giorgio Parini, oggi chef del Povero Diavolo, è nato a San Mauro Pascoli, nella vicina provincia di Forlì-Cesena, il 12 marzo del 1977. A non ancora 32 anni ha saputo imporsi all'attenzione dei critici enogastronomici di buona parte dello Stivale entusiasmando i palati più esigenti. Con il Riminese ha sempre mantenuto un forte legame "d'appartenen­za". E', infatti, all'Istituto Alberghiero "Severo Savioli" di Riccione che nel 1996 ottiene il diploma di cuoco. Stesso anno viene avviato alla prima esperienza al ristorante "Le giare" di Longiano per poi emigrare nuovamente a Rimini quando dal 2000 al 2004 si mette in luce come secondo dello chef Fabio Rossi al­l'Acero Rosso nel Borgo di San Giuliano. Il salto al suc­cessivo impiego, alla rìcerca di nuovi stimoli, avviene con l'ingresso a "Le Calandre" al fianco di Massimilia­no e Raffaele Alajmo per circa 18 mesi.
"Nella brigata di Massimiliano - ­spiega Parini - pur avendo un compito specifico in pa­sticceria, ho percepito la dimensione di un grande ri­storante e ho cercato di fare mia la tensione creativa per riuscire ad esprimere una personale idea di ciò che voglio ricercare o ricreare con un piatto".
"Dal febbraio 2006 - aggiunge Parini - dirigo la cucina dell'Osteria del Povero Diavolo. In questa mia permanenza ho avuto modo di mettere in pratica alcune idee maturate nel corso delle esperienze precedenti, misurandomi con le altre anime del locale, i titolari Fausto e Stefania Fratti, iniziando a delineare un'identità della cucina che non insegue clichè ma cerca di essere "qui" e "ora" un in­vito ad essere vissuta come piacere, divertimento e perché no anche sorpresa. Uno dei miei svaghi preferi­ti - continua Parini --consiste nell'andare a scovare piccoli produttori, artigiani, contadini, allevatori, per­sone comunque legate al mondo della produzione agri­cola e alimentare in senso lato, che mantengono nel­l'approccio al loro lavoro uno stile di ricerca della qua­lità o di tutela di vecchie tradizioni e culture. Ho una particolare predilezione per lo studio delle erbe, delle loro proprietà ed utilizzo in cucina".
"AI Povero Diavo­lo, in qualità di massimo responsabile di un cucina - ­dice Stefania Fratti - ci si è buttato con entusiasmo; con mille idee, fresco fresco della ricca lezione appre­se alle Calandre; con la voglia di cimentare sul campo spunti, intuizioni, progetti custoditi virtualmente nella sua testa. Un po' di timidezza iniziale subito superata sul campo con le prime conferme di" gradimento del pubblico e la partenza sintetizzata nel motto che cam­peggia sul frontespizio del menu "Ritorno al futuro". Questa l'idea che ha delineato il tracciato del suo lavo­ro, iniziando con una prima radiografia del territorio per individuare le presente produttive più interessanti e so­stanziare con queste una cucina comprensibile, mo­derna, qualitativamente alta, ricca di citazioni dalla tradizione locale e dal Povero Diavolo degli anni passa­ti. La qual cosa ha fatto sentire un po' come a casa an­che vecchi clienti... E penso che, per chi ha modo di venirvi a contatto, la sensazione sia propria immediata se ad Enzo Vizzari (curatore della guida I Ristoranti d'I­talia 2009) è bastata la visita di una sera con an­nessa colazione del mattino, per definire Giorgio "uno di quelli che se potessero dormirebbero in cucina".

Se volete sapere altro ecco i riferimenti:
Osteria del Pove­ro Diavolo - via Roma 30 - Torriana (Rimini) -
telefono 0541.675060 -
info@ristorantepoverodiavolo.com
www.ristorantepoverodiavolo.com

martedì 13 gennaio 2009

Il dono di Patrizia Pestrin alla Malatestiana di Cesena

Il bookbeautifulMaria madre di Dio" è un’opera della collezione “Sacra” ed è stato realizzato in edizione esclusiva a tiratura limitata di 755 copie.
Il primo esemplare dell’edizione possiede PAPA BENEDETTO XVI e l'ultima è stata data al SANTUARIO DELLA MADONNA DI LOURDES durante la ricorrenza dell'apparizione.
L’opera di René Laurentin – uno dei massimi esperti mondiali di mariologia, autore di oltre cento pubblicazioni su Maria e sulle apparizioni mariane – ripercorre la storia fondamentale della figura di Maria nella letteratura e nell’arte mondiale di tutti i tempi, proponendo testi narrativi di autori, a partire da Sant’Agostino, San Tommaso d’Aquino e Dante, fino ad arrivare a Paul Claudel, Carl Gustav Jung, Giovanni Paolo II; il tutto accompagnato dalle immagini delle opere di grandi artisti, quali Giotto, Raffaello, Leonardo, Guido Reni, Tiepolo.
L’edizione è corredata da un intervento artistico del maestro Paolo Baratella, posto nell’antiporta del volume, e da novanta immagini a colori fuori testo elaborate in fotolitografia da Mirco Cestari in Bologna e stampate presso la stamperia di Andrea Albertini in Bologna su carta patinata opaca da 170 grammi prodotta dalle Cartiere del Garda di Riva del Garda.
La stampa dei testi, composti con i caratteri bodoniani tondi e corsivi nei corpi 34, 22 e 16, è stata eseguita in Bologna presso la stamperia di Andrea Albertini su carta velata in puro cotone da 170 grammi, creata appositamente per questa edizione e impreziosita dalla filigrana con il logo della collezione “Sacra”, fabbricata manualmente su telaio alla forma tonda con particolare formula esclusiva dalle Cartiere Magnani in Pescia.
La cucitura, la rilegatura e la copertina in pelle naturale Veau Aniline tinta alla botte in colore rosso, con cinque nervature e iscrizioni in oro bianco sul dorso, sono state realizzate con procedimento manuale presso la legatoria L’Arte del Libro di Bruno Superti in Todi.
Sulla copertina del volume è stato collocato un bassorilievo in ottone ricoperto in argento 999 raffigurante l’opera Annunciazione di Paolo Baratella, formato cm 38,5 x 25, realizzato in fusione a terra, rifinito e patinato a mano, presso la fonderia Farbel di Giuseppe Belotti in Erbusco, in tiratura limitata. Ciascun bassorilievo è numerato e firmato dall’autore e reca i sigilli della fonderia e di FMR.
Il volume Maria madre di Dio ha 412 pagine, nel formato chiuso misura cm 32,5 x 45 x 10, è numerato e firmato dall’artista e dall’editore in corrispondenza del colophon descrittivo ed è contenuto in un elegante cofanetto in plexiglas realizzato su progetto esclusivo.
Questo eccezionalmente pregevole volume è stato regalato in questi giorni alla Biblioteca Malatestiana di Cesena.
A donare munificamente questo capolavoro dell’editoria contemporanea alla Malatestiana è stata la professoressa Patrizia Pestrin Evangelista, insegnante di Lingua e letteratura Inglese al Liceo Scientifico “Marie Curie” di Savignano sul Rubicone, studiosa e attivissima imprenditrice.
Con questo prestigioso omaggio la professoressa Patrizia Pestrin Evangelista vuole attestare l’amore per i libri e per la Malatestiana da parte sua e del marito Federico Evangelista, che è stato a lungo direttore della Cancelleria della Pretura di Cesena, del Tribunale di Forlì, del Tribunale di Cesena e della cancelleria del Giudice di Pace a Cesena, e che è scomparso prematuramente nel 2005.
Molto noto nella nostra città, il dottor Federico Evangelista è affettuosamente ricordato da amici e conoscenti per la sua cultura, la molteplicità di interessi, l’autorevolezza e l’energia inesauribile e questo splendido libro legherà per sempre il suo nome e il suo ricordo alla storia e alle collezioni della Malatestiana.

PS: Volevo segnalare che il valore nominale di questa opera presso la Camera di Commercio è di 11.500,00 Euro (si chiama valore nominale perché il valore effettivo è circa il triplo). Grazie.

domenica 11 gennaio 2009

Poemi Conviviali di Giovanni Pascoli

Giovanni Pascoli e Maria
Romagna solatìa, dolce paese!

Il giovinetto, pieno di grazia e di gloria, si rivolgeva ogni momento dalla sua via fiorita e luminosa, per trarre dall'ombra e dal deserto e dal silenzio e, sì, dalla sua tristezza, il fratello maggiore e minore. Io nella irrequietezza della vita, ho potuto talvolta dimenticare quel gesto gentile del fanciullo prodigioso; ma ci sono tornato su, sempre, ammirando e amando. Ci torno su, ora, più che mai grato, ora che raccolgo e a te, o Adolfo, re del CONVITO, consacro questi poemi, dei quali i primi comparvero nel CONVITO e piacquero a lui. Piaceranno agli altri? Giova sperare. O avranno la sorte d'un altro mio scritto conviviale, della Minerva Oscura, che poi generò altri due volumi, Sotto il Velame e La Mirabile Visione, e ancora una Prolusione al Paradiso, e altri ancora ne creerà? Non mi dorrebbe troppo se questi Poemi avessero la sorte di quei volumi. Essi furono derisi e depressi, oltraggiati e calunniati, ma vivranno. Io morrò; quelli no. Così credo, così so: la mia tomba non sarà silenziosa. Il Genio di nostra gente Dante, la additerà ai suoi figli.
Prima di quel giorno, che verrà tanto prima per me, che per te, e per Gabriele, non vorremo fruire il CONVITO, facendo l'ultimo de dodici libri? Narreremo in esso ciò che sperammo e ciò che sognammo, e ciò che seminammo e ciò che mietemmo, e ciò che lasciamo e ciò che abbandoniamo. O Adolfo, tu sarai (non parlo di Gabriele, ché egli s'è beato) più lieto o men triste di me! Sai perché? Il perché è in questo tuo libro. Leggi "I VECCHI DI CEO". Tutti e due lasciano la vita assai sereni: ma uno più, l'altro meno. Questi non ha in casa, come messe della sua vita, se non qualche corona istmia o nemea, d'appio secco e d'appio verde (oh! secco ormai anche questo!). L'altro, e ha di codeste ghirlande, e ha figli dei figli. Tu sei quest'ultimo, o Adolfo; tu sei Panthide che ebbe il dono dalle Chariti!

Pisa, 3O giugno del 19O4.

Calandrini e Ardini elettrodomestici a Gatteo

Calandrini & Ardini sono due soci "secolari" che operano a Gatteo in via Giovanni XXIII n.45-51 , tel: 0541/930113
L'esposizione è presente nelle vetrine dei due edifici attigui, subito dopo la rotonda.
Là potete trovare non solo elettrodomestici e articoli per la casa, ma stipulare una lista nozze o aggiustare tutto ciò che è guasto: TV, registratori, frigoriferi, radio, ferri da stiro... o comprarne dei pezzi di ricambio.
Decoder? SKY? Piastra per capelli? Pile o ricaricatori?
Da Calandrini & Ardini non c'è problema.
La societa Calandrini & Ardini fa parte dell'associazione dei commercianti di Gatteo nota come: "Castello e Dintorni".
E' molto attiva e sponsorizza tantissime attività sul territorio, tipo: feste d'estate, feste d'autunno, corsi di lingue, concerti in beneficienza, e ricorrenze varie, offrendo premi di elevato valore.
Giorgio e Marco Calandrini poi, sono attivi nella consulta comunale portando una ventata di modernità e competenza.

UPDATE 
Ora, come si vede sull'allegato, la ditta Calandrini&Ardini ha cambiato la generazione; cioè Calandrini e Ardini continua ...in mano ai figli:

sabato 10 gennaio 2009

Gianfranco Zavalloni scrive da Brasile


Ieri 16 novembre 2008, eravamo a Mariana, una località storica del Minas Gerais. Mi sono svegliato nel pieno della notte e non sono riuscito più ad addormentarmi. Ero agitato, ma non sapevo il perché. Poi ieri sera ho saputo che nelle stesse ore è morto Zio Pippo, Giuseppe Martini, di Brescia... fratello di mia mamma. Uno zio semplice, raccontatore che incantava, un grande contadino. Aveva lavorato come responsabile dirigente del personale della stazione FS di Brescia. Il 15 di agosto ci eravamo visti e, anche il giorno stesso della partenza per i Brasile, era fra coloro che mi hanno abbracciato. Aveva una memoria di ferro: sapeva tutti i chilometri che occorevano da Brescia a tutte le stazioni d'Italia… memore di un periodo in cui non si usavano ancora i computer. Grande lettore di libri, gli passavo soprattutto quelli sulla storia della Romagna, dove aveva profonde radici. Nei 14 giorni di cure termali, in agosto, ha letto il mio libro "La PEDAGOGIA DELLA LUMACA" e lo ha così commentato...: "è stupendo, un capolavoro, c’è solo una cosa che non va: tu le cose che dici in fatto di lentezza sono belle, non le devi prima di tutto mettere in pratica. Devi andare più lento!". Poi ci siamo salutati il 31 agosto e ci siamo detti: beh, ci vedremo fra un anno. Invece è volato via. Un po' di ospedale e poi si è fatto portare a casa perché è lì che voleva morire. Cosciente fino alla fine, ha salutato i suoi cari prima di andarsene...

giovedì 8 gennaio 2009

Le rondini, Giovanni Pascoli

LE RONDINI

E per nove anni egli aspettò la morte
che fuor del mare gli dovea soave
giungere; e sì, nel decimo, su l'alba,
giunsero a lui le rondini, dal mare.
Egli dormia sul letto traforato
cui sosteneva un ceppo d'oleastro
barbato a terra; e marinai sognava
parlare sparsi per il mare azzurro.
E si destò con nell'orecchio infuso
quel vocìo fioco; ed ascoltò seduto:
erano rondini, e sonava intorno
l'umbratile atrio per il lor sussurro.
E si gittò sugli Omeri le pelli
caprine, ai piedi si legò le dure
uose bovine: e su la testa il lupo
facea nell'ombra biancheggiar le zanne.
E piano uscì dal talamo, non forse
udisse il lieve cigolio la moglie;
ma lei teneva un sonno alto, divino,
molto soave, simile alla morte.
E il timone staccò dal focolare,
affumicato, e prese una bipenne.
Ma non moveva il molto accorto al mare,
subito, sì per colli irti di quercie,
per un vïotterello aspro, e mortali
trovò ben pochi per la via deserta;
e disse a un mandriano segaligno,
che per un pioppo secco era la scure;
e disse ad una riccioluta ancella,
che per uno stabbiolo era il timone:
così parlava il tessitor d'inganni,
e non senz'ali era la sua parola.
E poi soletto deviò volgendo
l'astuto viso al fresco alito salso.
Le quercie ai piedi gli spargean le foglie
roggie che scricchiolavano al suo passo.
Gemmava il fico, biancheggiava il pruno,
e il pero avea ne' rosei bocci il fiore.
E di su l'alto Nerito il cuculo
contava arguto il su e giù de l'onde.
E già l'Eroe sentiva sotto i piedi
non più le foglie ma scrosciar la sabbia;
né più pruni fioriti, ma vedeva
i giunchi scabri per i bianchi nicchi;
e infine apparve avanti al mare azzurro
l'Eroe vegliardo col timone in collo
e la bipenne; e l'inquieto mare,
mare infinito, fragoroso mare,
su la duna lassù lo riconobbe
col riso innumerevole dell'onde.

ps. A San Mauro Pascoli la scuola d'infanzia ha nome de"Le Rondini"

martedì 6 gennaio 2009

Sgabanaza a Gatteo

Sabato, 10 gennaio alle ore 20,30 al cinema-teatro Lina Pagliughi a Gatteo si terrà la festa d'inverno organizzata dall'associazione:"Castello e dintorni".
Durante questa festa, come ogni anno a gennaio si esibiranno i Pasquaroli, comico romagnolo Sgabanaza al vapore di vin brulè e ciambella, e a conclusione, tombola!
Vi attendiamo numerosi.


PS.Invece il 16 Gennaio il grande comico sarà presente a Gambettola.

A caccia di profitti

Considerando che il "buono" se lo prende la SAMSO, l'appaltatore cerca di rifilarci il bonus facciate, e via....alle votazioni...