venerdì 28 dicembre 2007

Parole a dissenso

donne in afgahistanGhulam posa accanto a Faiz Mohammed e lo guarda.
Ghulam ha 11 anni, Ghulam è la moglie di Faiz Mohammed.
Che di anni ne ha 40.
La foto che l'Unicef ha premiato come la migliore del 2007
è stata scattata dalla statunitense Stephanie Sinclair e racconta,
da sola, una storia. Imponendo al mondo il dramma,
tragicamente diffuso,
delle spose bambine.

Meme in memoria di Tiziano Terzani

Ghulam posa...-«Chi ha influenza e chi crea opinione deve fare i conti con le conseguenze di quello che dice...»

l'Unicef ha premiato..-dobbiamo smettere di pensare, ma lo dobbiamo smettere nel fondo, che la nostra civiltà sia superiore o che noi abbiamo il monopolio di alcunché, della civiltà, della felicità, del benessere, della dignità delle donne, di tutto. Non abbiamo questo monopolio. Ci sono altre civiltà che la pensano diversamente e che vedono noi come “civiltà del male”, così come noi pensiamo di loro.

racconta da sola, una storia...-«La libertà ognuno se la deve conquistare per conto suo. È come scalare le montagne: se si vuol godere di arrivare in cima, non si può mandare un altro, non è che qualcuno ci può portare in cima con un elicottero… Se le donne afghane trovano che il burqa sia qualcosa che offende la loro dignità, non ci devono essere i paracadutisti americani che glielo vanno a togliere.»
Quanto ai problemi che ogni civiltà ha, devono essere visti all’interno di quella civiltà. Esempio: il burqa è un problema delle donne afghane. Le donne afghane sono meravigliose — non so se voi conoscete l’organizzazione RAWA (Revolutionary Association Women of Afghanistan) — si pongono i loro problemi e l’idea che noi, perché siamo i più forti, i più potenti, dobbiamo andare a liberare la gente altrui, è una cosa assurda, sacrilega.

imponendo al mondo il dramma...-Allora dico: se le vere ragioni della guerra non sono fuori, ma dentro di noi, cominciamo a fare la rivoluzione dentro di noi, forse è quella meno violenta, che non fa massacri e forse, alla lunga, crea quelle condizioni in cui tutti ci troveremo meglio. Prendiamo coscienza di chi siamo e incominciamo a riflettere: non siamo solo corpi, non siamo solo materia. Dobbiamo ricominciare, chi sa, a pregare, chi non sa, a fare altro. L’unica rivoluzione oggi veramente possibile è quella dentro di noi, ma ci vorrà tempo, molto tempo.
nessuno può essere convinto e sicuro dei fatti dell’11 settembre, perché le prove non ci sono, non sono state date, nessuno può andare a controllare, nessuno ha accesso a quello che è successo. E la guerra è stata un continuo impacchettamento, infatti io lo dico in vari modi: questa non solo una guerra di bombe più o meno intelligenti, di missili, di computer... È una guerra soprattutto di bugie, che sono cominciate ancor prima della guerra...
tragicamente diffuso...-chi sa pregare, preghi, perché la dimensione del divino, che noi abbiamo eliminato eliminando, fra l’altro, la morte dalla nostra vita, è orripilante, orribile, perché toglie all’uomo questa bella dimensione dell’altro.

"Ci vuole uno con l’aria da pazzo, che non ha paura di essere preso per un grullo"
, cosi diceva girovago Terzani, l'uomo di cui le citazioni ho usato in questo post per contraddire le parole didascaliche di Stephanie Sinclair .
"And here I was thinking that we liberated Afghanistan. Silly me!"

Delete Stephanie!

2 commenti:

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